mercoledì 8 dicembre 2010

AUTORIZZAZIONE COMIZI

Abbiamo sempre evitato di rispondere alle provocazioni ed agli insulti anche gravi ed anonimi, ma il documento che è stato postato sulle presunte autorizzazioni per il comizio di piazza Duomo, necessita una spiegazione. La Commissione Straordinaria ha disposto e comunicato verbalmente ai candidati, durante le operazioni di sorteggio per i comizi del primo turno, che le piazze per i comizi erano piazza Valarioti e Piazza Bosco. Nelle altre piazze, non essendoci palco, ognuno avrebbe potuto fare propaganda elettorale quando richiesta nel rispetto delle condizioni previste dal comando vigili. Infatti la coalizione di centrosinistra ha presentato la propria richiesta così come quella dell'avv. Saccomanno , entrambe protocollate il 01 Dicembre 2010. Il Comandante Cogliandro a margine della nota dell'Avv. Saccomanno non ha autorizzato alcun comizio ma solo "l'occupazione suolo senza recare intralcio alla circolazione". l'unico riferimento ai comizi è quello relativo al giorno 10 Dicembre per il quale si attenderà il sorteggio. Non bisogna piegare la realtà a difesa dei propri interessi, basta vittimismo!




venerdì 3 dicembre 2010

Da Rosarno un salto generazionale

Dal Quotidiano della Calabria


.pubblicata da Fernanda Gigliotti il giorno giovedì 2 dicembre 2010 alle ore 22.52.

Da Rosarno un salto generazionale e, sopratutto di genere: una lezione di buona politica per il PD

Non è costituendo aree e riserve di caccia, impalmando luogotenenti regionali, o piazzando piazzisti di tessere, facendo convention e raccogliendo “firme contro” l’ineluttabile “vento del PD Europeo”, che si vincono le elezioni e si conquistano territori, sottraendoli alla destra o, come a Rosarno, alla ndrangheta. Così tutt’al più si continua ad esercitare il controllo del partito in fase congressuale per barattare la forza di un “bicipite” contro una bella “torta di mele” .
La vera sfida per conquistare il “governo democratico del territorio” si vince solo quando alla guida della città, con una proposta politica credibile e condivisa, si propongono uomini e donne che rappresentano visibilmente una forte e chiara discontinuità con il passato e che incarnano fisicamente ed intellettualmente un salto generazionale e, soprattutto, di genere. E allora può accadere, com’è accaduto a Rosarno, che anche gli elettori calabresi del PD possono riprenderci gusto e decidere di partecipare e di votare.

Elisabetta Tripodi, Silvio Mantegna e Stefania Mancuso e tanti altri amici del PD rosarnese li ho conosciuti per caso il 1 Maggio in occasione della Festa dei Lavoratori. Parlammo a lungo delle difficoltà di una città commissariata per mafia, e ci lasciammo con l’impegno che si sarebbero messi al lavoro per proporre un progetto politico condiviso con il resto del centro sinistra.
E’ così è stato senza bisogno di primarie, senza bisogno di un Papa nero, senza bisogno di big nazionali che li tenessero a battesimo e soprattutto senza necessità di compiacere, rassicurare e rappresentare alcuna area del partito, alcun capo corrente, alcun capo bastone.
Tutto questo è straordinario perché dimostra che quando c’è un caso disperato, e Rosarno lo è, quando c’è in gioco la tua dignità di cittadino, il tuo futuro di calabrese, non è possibile prestare il fianco a strumentalizzazioni di sorta.
Occorreva rimboccarsi le maniche e lavorare con serietà e passione, cercando di unire il centro sinistra e scegliendo insieme il candidato che più degli altri poteva creare ed intercettare il consenso. E tutti insieme isolare i noti comitati politici/affaristici/mafiosi.
E loro si sono rimboccati le maniche e a mani nude, con l’aiuto di pochi, hanno messo il PD ed Elisabetta Tripodi alla testa di un progetto politico. Una candidatura quella di Elisabetta che significa certamente condivisione, competenza, serietà, trasparenza, credibilità, ma che incarna soprattutto un salto generazionale e una proposta culturale e politica di rottura anche rispetto a quel PD che tristemente abbiamo visto all’opera dal 2007 a tutt’oggi.
E allora farebbero bene i big della politica regionale e nazionale del PD, così attenti e presenti in Calabria ogni volta che si tratta di compattare, riciclare, annettere capi elettori, per fortificare le personali posizioni di potere interne ed esterne al partito, di ricordarsi che in Calabria oltre alle aree e alle correnti partito, ci sono le lezioni comunali anche a Rosarno, e che prima ancora di compilare le liste per il Parlamento, occorre affrontare il ballottaggio a Rosarno ed esportare il modello Rosarno in tutte le città in cui si voterà in primavera: da Reggio Calabria a Cosenza, da Crotone a Catanzaro, da Rossano, a Rende ad Amantea ecc. ecc.
E’ vero, per il PD è il tempo della responsabilità, ma è anche quello giusto per osare creando coalizioni forti e scegliendo le candidature a Sindaco come è accaduto a Rosarno e cioè con la “forza della ragione” e non con “le ragioni delle tessere”. Alla Calabria e ai calabresi del resto, non interessa chi vince la sfida fra gli uomini e le donne di potere del PD, nelle cui mani anche un istituto “potenzialmente” democratico come le “primarie” è diventato uno strumento di mortificazione della democrazia, com’è tristemente accaduto anche il 14 febbraio 2010. Alla Calabria e ai calabresi serve ed interessa capire quanto il PD ha veramente voglia di mettere in campo proposte politiche credibili e candidature “potabili”, con uomini e donne che hanno storie personali, professionali e politiche al di sopra di ogni sospetto e che possono dare credito al PD e offrire soluzioni ai problemi delle nostre città.
In bocca al lupo a Rosarno e ai Rosarnesi e forza Elisabetta Tripodi: La tua vittoria sarà la vittoria del PD che vogliamo costruire.

Consigliere Nazionale del PD

giovedì 2 dicembre 2010

COMUNICATO STAMPA PARTITO DEMOCRATICO DI ROSARNO



COMUNICATO STAMPA

Il Partito Democratico di Rosarno, apprende da un servizio della testata giornalista regionale del tg 3 che il candidato a sindaco Giacomo Saccomanno in una sua dichiarazione ha sostenuto che: " nell'entourage del partito democratico vi è il nipote del capo dei capi".

Il direttivo del PD respinge al mittente le false e tendenziose insinuazioni e si onora di avere tra i suoi dirigenti la figura stimata e assolutamente estranea a consorterie criminali e mafiose dell'Ing. Francesco Oppedisano il quale è cugino di Domenico Oppedisano.

Invita, pertanto, l'Avv. Saccomanno a mantenere, nell'interesse del Paese, la competizione elettorale nell'ambito della politica e dei programmi, senza scadere, ulteriormente, in attacchi personali privi di qualsiasi fondamento che avvelenano il clima elettorale e gettano fango sulla città di Rosarno



Il Direttivo del Partito Democratico di Rosarno

giovedì 25 novembre 2010

ROSARNO: TURCO E LO MORO, CANDIDATA TRIPODI FARA’ BUON LAVORO

ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 25 NOV – ‘Siamo accanto ad Elisabetta Tripodi, una donna per bene, pulita e onesta che conosce bene Rosarno e il funzionamento della sua amministrazione’. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati del Partito Democratico, Livia Turco e Doris Lo Moro, a sostegno della candidatura di Elisabetta Tripodi a sindaco di Rosarno.
Nella citta’ reggina si votera’ domenica e lunedi’ per il rinnovo del consiglio comunale dopo due anni di commissariamento a seguito dello scioglimento per infiltrazioni mafiose. Oltre a Tripodi sono candidati alla carica di sindaco anche Giacomo Saccomanno, avvocato gia’ sindaco della citta’, alla guida di una coalizione di liste civiche e Raimondo Paparatti del Pdl.
Nove in tutto le liste presentate con oltre 150 candidati a consigliere.
‘Tripodi – aggiungono Turco e Lo Moro – si e’ sempre battuta per la legalita’, ha saputo tenere insieme il valore della legge, la lotta alla ‘ndrangheta con quella della solidarieta’ e dell’accoglienza. Elisabetta Tripodi sapra’ amministrare bene la sua citta’, lavorare per una comunita’ piu’ inclusiva, utilizzare tutte le opportunita’ per creare lavoro e accogliere in modo dignitoso le persone immigrate. Le siamo accanto in modo concreto. Un sindaco ha bisogno di un governo nazionale e di un Parlamento nel pieno delle sue funzioni. Noi sosteniamo Elisabetta Tripodi con le nostre leggi, i nostri emendamenti per regolarizzare gli immigrati che a Rosarno vivono in uno stato di schiavitu’, perche’ si possa realizzare un centro di accoglienza per gli immigrati, perche’ ci siano le risorse per potenziare i servizi sociali e una scuola pubblica per tutti’.
‘Rosarno – concludono – merita di voltare pagina, merita attenzione da parte di tutte le istituzioni, merita una donna competente, onesta e generosa come Elisabetta Tripodi’.
(ANSA)

‘NDRANGHETA: LO MORO (PD), GARANTIRE REGOLARITA’ VOTO A ROSARNO

(AGI) - Catanzaro, 24 nov. - Garantire il corretto svolgimento delle prossime elezioni comunali a Rosarno. E’ quanto chiede ai ministri dell’Interno, della Difesa e della Giustizia la deputata del Pd Doris Lo Moro. La parlamentare fa riferimento alla recente operazione “All Inside 2″, la quale, spiega, evidenzia che la collusione con la ‘ndrangheta, che ha gia’ prodotto lo scioglimento per mafia di tanti Comuni, compreso quello di Rosarno, oltre a riguardare il livello politico, puo’ coinvolgere l’intera societa’, senza risparmiare pezzi importanti dello Stato, cui i cittadini avrebbero diritto di guardare con piena fiducia” A tale riguardo chiede ai ministri interrogati “se siano a conoscenza degli arresti effettuati nella giornata odierna dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria nell’ambito dell’Operazione “All Inside2″; se siano a conoscenza in particolare dell’arresto di due Carabinieri e di una guardia di polizia penitenziaria e del coinvolgimento, a piede libero, di un terzo carabiniere. Quali provvedimenti di propria competenza - domanda - intendano emettere in merito. Se ritengano di avviare un’indagine interna sull’operato dei militari coinvolti nell’attivita’ criminale e verificare cosa non ha funzionato nel contesto ambientale e di lavoro in cui gli stessi erano inseriti”. La parlamentare chiede inoltre “come ritengano di intensificare i controlli sul territorio per garantire il corretto svolgimento delle imminenti elezioni comunali”. (AGI) Adv

giovedì 4 novembre 2010

LE NOSTRE LISTE

AGORA’ ELISABETTA TRIPODI SINDACO
Francesco Bonelli
Pasquale Francesco Camera
Francesca Donato
Valentina Donnarumma
Rosamaria Ieraci
Mirella Lombardo
Inadia Mamone
Vincenzo Antonio Megna
Laura Ortelio
Rita Pisano
Massimo Scarfò
Antonio Fazio
Francesco Tavella
Domenica Varrà


 IL CENTRO PER ROSARNO
Antonino Ascone detto Toni
Emanuele Cimato
Giovanni Costanzo
Donato Salvatore
Roberto Francesco Figliuzzi
Domenico Fiumara
Giovanni Garruzzo
Gaetano Larosa
Salvatore Lucà
Giuseppe Mosca
Rocco Occhiato
Giuseppe Palaia
Antonio Rachele
Domenico Scriva
Gianfranco Villa
Maria Polsa Cicciù

 


SINISTRA PER ROSARNO
Giuseppe Papasidero
Agostino anastasio
Giuseppina Barbalace
Antonio Bottiglieri
Francesco Cimato
Carmela Corrao
Rocco Corrao
Teodoro De Maria
Domenico fazzari
Domenico Mastruzzo
Rocco Pronestì
Giovanna Salamone
Debora Scandinaro
Maria Scarfò
Elisabetta Sofo


PARTITO DEMOCRATICO
Giovanni Barone
Maria Borgese
Michele Brilli
Francesco Bruzzese
Pasquale Calarco
Carmelo Cannatà
Francesco Comandè
Diego Giuseppe Cutrì
Grazia Maria D’Agata detta Grace
Michele Fabrizio
Domenico Carmelo Foti
Andrea Giuseppe Ilgrande
Michele Filippo Italiano detto Pippo
Antonio Lamalfa
Vincenzo Muratore
Michelangelo Panetta
Annamaria Concetta Ventre

mercoledì 3 novembre 2010

Rosarno, la candidata sindaco: "Voucher per i braccianti”

IMMIGRAZIONE

 

“Abbiamo eliminato i migranti dalla vista, ma il problema resta". Elisabetta Tripodi, 44 anni, avvocato con esperienza amministrativa, pensa a centri di accoglienza e permessi per gli stagionali per affrontare il problema
Rosarno – C’è la lotta alla ‘ndrangheta nel programma politico della candidata sindaco Elisabetta Tripodi, sostenuta da 4 liste, quella del Pd, quella della ‘Sinistra insieme’ che riunisce Comunisti italiani, Rifondazione Comunista e Sel, una lista civica ‘Agorà’ e ‘Centro per Rosarno’ formata da un pezzo dell’Udc cittadino. Avvocato con esperienza amministrativa perché lavora come segretario comunale a San Ferdinando e a Rizziconi, comuni limitrofi di cui anche il primo sciolto per mafia come Rosarno, Tripodi ha 44 anni. E’ tornata a vivere nel suo paese insieme al marito, anche lui rosarnese, dopo essersi laureata a Pavia e aver lavorato come segretario comunale per cinque anni a Osmate, vicino Varese. Sono tornati indietro consapevolmente, come scelta di vita. “Se tutti scappiamo, niente cambierà mai”, dice. E la stessa consapevolezza l’ha portata a candidarsi. “Ho capito che non ci si può tirare indietro proprio ora che siamo in uno dei momenti più bassi della storia di Rosarno”, spiega da persona fuori da appartenenze politiche, ma cosciente che “per il ccambiamento serve l’appoggio delle forze politiche”.  Attività amministrativa finalizzata a impedire le infiltrazioni della ‘ndrangheta negli appalti e rafforzamento della legalità sono due punti del programma di Elisabetta Tripodi.

“Rosarno è un posto a legalità debole, non c’è senso di appartenenza alla comunità, di partecipazione e senso civico – spiega – negli ultimi 15 anni c’è stata un’involuzione del tessuto sociale, un impoverimento culturale. La gente si è rinchiusa nel privato ed è scoraggiata. Si deve ripartire dal rispetto delle regole nelle piccole cose, ordine, viabilità, abusivismo edilizio”.  Come attività amministrativa per contrastare la mafia propone l’adesione alla stazione unica appaltante provinciale anche per i lavori sotto la soglia di 150mila euro. “È uno strumento facoltativo per i comuni, esiste da due anni e solo ora si sta estendendo agli appalti sotto questa soglia, così i bandi sono uniformi e i controlli antimafia sono effettuati per tutti a Reggio Calabria”, afferma la candidata sindaco di Rosarno. “Si può estendere anche a beni e servizi, come gli acquisti per le mense scolastiche e per il trasporto – continua – poi c’è un altro strumento da applicare per il controllo dei flussi finanziari, stabilito da una legge nazionale, secondo cui i soldi per gli appalti devono finire solo su conto correnti dedicati, che identificano in modo preventivo chi sono i soggetti a ricevere i soldi della pubblica amministrazione”. Secondo Tripodi è questa la ricetta per togliere alle ‘ndrine “i settori tradizionali di infiltrazione”.

Ma è sulla questione degli africani che le idee della candidata sindaco sono veramente innovative rispetto ai suoi concittadini. “Abbiamo messo la testa sotto la sabbia – dichiara – i migranti sono gli ultimi, gli invisibili. Li abbiamo eliminati dalla vista, non dalla realtà, il problema esiste e non si risolve come operazione di facciata. Il problema è la legge sull’immigrazione che ha creato molta clandestinità e a Rosarno, con il mercato degli agrumi crollato, molti agricoltori temono i controlli e hanno molta paura di assumere stranieri”. Una situazione molto diversa rispetto all’anno scorso, ma come risolverla? “Servono centri di accoglienza, permessi per gli stagionali e i voucher per i braccianti, un sistema che ha funzionato bene in altre regioni- conclude – ma le strutture non potranno essere realizzate dalla gestione commissariale e toccherà alla nuova amministrazione, per questa stagione serve una soluzione diversa”.  (rc)
© Copyright Redattore Sociale

Tre avvocati in corsa per la poltrona di sindaco. E la destra si presenta divisa

il manifesto 3 NOVEMBRE 2010


 
 Il prossimo 28 e 29 novembre il paese della Piana di
Gioia Tauro torna finalmente al voto. E’ un’occasione
importante per i rosarnesi, chiamati alle urne dopo
il commissariamento, avvenuto due anni fa, della precedente
giunta sciolta per infiltrazione mafiosa (ma l’ex sindaco
è stato prosciolto da ogni accusa). Sabato scorso a
mezzogiorno sono scaduti i termini per la presentazione
delle liste e proprio in questi giorni partirà la campagna
elettorale. Tre i candidati in corsa, con il centrodestra che
dopo una lunga serie di litigi e polemiche si presenta diviso
all’appuntamento. Giacomo Saccomanno, avvocato
ed ex sindaco di Rosarno, dopo essere passato da una serie
di partiti, da Forza Italia all’Italia dei valori, adesso si
presenta con un suo raggruppamento, «Patto di solidarietà
per Rosarno» (Udc, Api, Socialisti), sostenuto da altre
tre liste. Il candidato del Pdl è invece un altro avvocato,
Raimondo Paparatti, 39 anni, che oltre all’appoggio di
due liste locali, può contare sul sostegno fornito da Gaetano
Rao, consigliere provincialema soprattutto uomo forte
del Pdl nella zona.
Unito invece intorno al nome di Elisabetta Tripodi il
centrosinistra, anche se qualche mal di pancia non è
mancato neanche in questo caso. Avvocato, 44 anni, segretario
comunale, sposata con un dirigente del Pd e madre
di due bambini, un lungo impegno nel sociale, Tripodi
non ha nessuna tessera di partito in tasca, motivo per
cui almeno inizialmente qualcuno nel Pd ha storto la bocca.
Malumori comunque presto rientrati, al punto che oggi
intorno al suo nome si raccoglie un entusiasmo palpabile.
Oltre al Pd sostengono Tripodi anche Sinistra per
Rosarno,
Agorà e Centro per Rosarno. «Vogliamo lasciare
una traccia, dare una speranza a chi si affaccia alla politica
per la prima volta», spiega nella casa del popolo, una
delle pochissime ancora attive al Sud. Dal candidato anche
la promessa di un impegno contro la ’ndragheta, e in
un in paese come Rosarno non si tratta di un particolare
secondario. La presenza delle ’ndrine è infatti forte, con i
conseguenti condizionamenti sulla vita politica e sociale
del paese. «In caso di vittoria tra le cose che faremo nei
primi cento giorni di governo ci sarà l’adesione alla stazione
unica provinciale appaltante (la struttura gestita dalla
prefettura che indice e gestisce la gare d’appalto, ndr), in
modo da avere un controllo serrato su tutti gli appalti
pubblici. E comunque saremo sempre monitorati e affiancati
dalle istituzioni», spiega Tripodi. Bisogna fare in
fretta, perché dall’Unione europea sta per piovere sul paese
calabrese una pioggia di finanziamenti. 42 milioni di
euro sono stati infatti stanziati da Bruxelles per il progetto
«Città del porto», finalizzato alla costruzione di infrastrutture
a Rosarno, San Ferdinando e Gioia Tauro, i tre
comuni su cui gravita il porto. A Rosarno, sono destinati
16 milioni di euro con cui verranno costruiti strade, un
centro sportivo e un anfiteatro.
Inevitabilmente la presenza dell ’ndrine incide anche
sul comportamento dei più giovani. Tra tutti i paesi della
provincia di Reggio Calabria Rosarno è infatti quello con
il più alto numero di minori denunciati. Un problema
che il nuovo sindaco, chiunque esso sia, non potrà non tener
conto. «Cominciano con atti di vandalismo, poi passano
ai piccoli furti ai danni degli immigrati e via via crescono
con la gravità dei reati. - spiega Tripodi - Pensiamo di
intervenire con programmi di avvio alla legalità da fare all’interno
delle scuole,ma speriamo anche di reperire nuovi
fondi da destinare alle politiche sociali».

Carlo Lania